Cos’è la fitoterapia?

Dopo un lungo periodo di quasi oblio, la fitoterapia ha riscosso negli ultimi decenni, sempre più plauso. Questo rinnovato interesse sembra seguire due principali filoni applicativi: quello “farmacologico” che si propone di trovare nel mondo vegetale molecole con un meccanismo più fisiologico rispetto alle molecole di sintesi e quello “costituzionale” , oggi rivisitato soprattutto sulla base di tradizioni mediche orientali (soprattutto cinese ed ayurvedica  indiana). Il filone costituzionale, che si fonda sul concetto di interrelazione tra il microcosmo umano ed il macrocosmo,  cerca nella fitoterapia indicazioni personalizzate, più che la soppressione di sintomi ed è orientato soprattutto a far sì che l’interrelazione con la pianta provveda a un riequilibrio complessivo dell’individuo.  Le sostanze che la pianta ci mette disposizione corrispondono alle sue caratteristiche genetiche,  frutto degli adattamenti al terreno ed a molti altri fattori. Le informazioni che portano nostro organismo, quindi, possono essere ben più raffinate e complesse delle semplici interrelazioni molecolari. Inoltre, le piante hanno relazioni biologiche e legami filogenetici antichissimi con gli animali e gli uomini, specie di tipo alimentare ed ecologico. Le piante sono, del resto, in primo luogo esseri viventi che hanno strettissimi rapporti con la nostra specie.

Preparazioni

Estratti 

Sono generalmente ottenuti dalla pianta secca, hanno il vantaggio di essere ben titolate nelle concentrazioni dei principi farmacologici e sono più concentrati di altre forme erboristiche, quale gli infusi o i decotti, o delle tinture madri, ottenute dalla pianta fresca, ma soggette a maggiore variabilità della loro composizione.

Prodotti spagirici. 

Preparazioni moto complesse, codificate già dal medico rinascimentale  Paracelso e da autori che seguono il filone delle preparazioni alchemiche.  Attraverso ripetute operazioni di separazione e di riunione delle sostanze, purificate dalle loro scorie, si dovrebbe ottenere un prodotto ancora più completo e potenziato nelle proprietà terapeutiche.  In realtà qualità di questi prodotti è molto variabile.

Gemmoderivati.

Strumento molto affidabile in fitoterapia, soprattutto per quanto concerne la tossicità, esso che nulla. Sono stati messi a punto a partire dal 1959 soprattutto da autori belgi e francesi (Pol Henry e Max Tétau). Il presupposto che ha spinto al loro uso È che i tessuti vegetali embrionali freschi contengono sostanze farmacologicamente attive non più presenti in quelli adulti. Viene usata principalmente come terapia di drenaggio, cioè come mezzo per facilitare in maniera dolce e prolungata il lavoro degli emulatori del corpo umano al fine di disintossicare dolcemente il nostro organismo. I gemmoderivati sono in commercio sotto forma di macerarti glicerici alla prima diluizione decimale hahnemaniana, con la sigla MG 1 Dh che segue il nome latino della pianta. Questa è sperimentalmente la diluizione che alla massima attività E la massima costanza nei risultati. I gemmoderivati vengono spesso prescritti in associazione di due o tre, per la loro azione sinergica: si raccomanda di non associare più rimedi in un unico flaccone, per evitare reazioni farmacologiche interne.

Oli essenziali e Aromaterapia.

Sono molto potenti E quindi vanno usati con cautela. I campi in cui l’aromaterapia con gli oli essenziali esprime il massimo risultati sono l’inalazione, il massaggio, l’idroterapia (maniluvi, pediluvi, impacchi). L’interazione degli oli essenziali per via inalatoria con i centri nervosi dell’area limbica è  un campo di studi molto interessante. Essendo sostanze potenti, è importante che il paziente avvisi, in caso di disagio, il proprio medico.

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