Infiammazione cronica silente di basso grado.

Sin dalla nostra nascita le condizioni di salute sono controllate da sistemi geneticamente determinati, finalizzati alla sopravvivenza: sistema dalla fame, dello stress, riproduttivo, della produzione energetica cellulare, di eliminazione dei cataboliti e così via. In qualsiasi condizione di stress il nostro organismo cerca di adattarsi continuamente alle mutate condizioni e la ripetizione continua di questi adattamenti configura la nostra risposta infiammatoria di difesa che porta alla riparazioni del DNA, alla distruzione e sostituzione delle cellule malate e all’attivazione o spegnimento dei geni necessari per il mantenimento delle nuove condizioni. Se la risposta infiammatoria è poco efficace o eccessiva si instaura una malattia. Definiamo epigenetici i fattori ambientali esterni (alimentazione, attività fisica, stimoli emozionali, fattori inquinanti), capaci di indurre variazioni dei nostri sistemi predeterminati. Sin dal momento del parto, specialmente se questo avviene in modo naturale, il nostro intestino viene colonizzato da una grande varietà di batteri, che aumentano con l’allattamento che andranno a costituire il nostro microbiota intestinale, specifico per ognuno di noi. Esso è composto da circa 1000 specie batteriche e nell’adulto costituisce una massa fecale di circa 1,5 kg. Il microbiota può essere influenzato e modificato dalla dieta, dall’attività fisica, dalla genetica e dall’epigenetica. L’integrità del nostro microbiota è indispensabile per mantenere una corretta permeabilità intestinale ed un sistema immunitario efficiente. La sua alterazione determina un allargamento degli spazi tra le cellule epiteliali intestinali con un aumento della permeabilità e il passaggio nel circolo ematico di batteri, virus, funghi, tossine e proteine parzialmente digerite: queste sostanze determinano l’attivazione immunitaria e possono determinare allergie, intolleranze e patologie autoimmuni. Variazioni del microbioma (il materiale genetico delle popolazioni batteriche intestinali) dovuto alle terapie antibiotiche sembra essere strettamente correlato a lupus, ad altre patologie immunitarie e all’antibiotico resistenza. Il nostro sistema biologico, per rispondere ad uno stimolo esterno, attiva rapide variazioni del sistema immunitario. Se queste variazioni non vengono ben controllate dalla risposta anti-infiammatoria e diventano persistenti, si possono innescare le variazioni dello stato di salute che noi chiamiamo malattie. I macrofagi M1 sono i primi ad attivarsi per proteggerci da un attacco esterno, svolgono una funzione pro-infiammatoria e fagocitaria e puliscono i tessuti dalle cellule morte. I macrofagi M2 hanno invece una funzione anti-infiammatoria, risolvono l’infiammazione e attivano le cellule staminali che riparano e rigenerano i tessuti. Nei tessuti con tumore il microambiente cellulare può riprogrammare i macrofagi M2 e trasformarli in agenti che anzichè ostacolare la crescita tumorale, la favoriscono. È stato testato l’effetto dell’ozono, in vitro, sulle cellule tumorali del colon e su quelle del melanoma: in entrambi i casi è stato dimostrato un effetto immunomodulante dell’ozono sul microambiente cellulare, con significativa riduzione dell’effetto infiammatorio. Questo effetto benefico dell’ozono aumenta sino alla concentrazione di ozono di 30 μg/ml e si mantiene stabile a concentrazioni maggiori, mentre le cellule tumorali e quelle infiammatorie si riducono sino alla concentrazione di 50 μg/ml. Ecco quindi che la concentrazione di 50 μg/ml di ozono sembra essere la migliore concentrazione per sfruttare appieno i suoi effetti benefici. L’infiammazione cronica silente di basso grado (ICSBG) si è dimostrata essere estremamente subdola, ma nello stesso tempo determinante nella formazione delle malattie. Dieta anti-infiammatoria, attività fisica aerobica moderata, armonia psiche-corpo e bassi livelli di inquinamento sembrano essere efficaci nella riduzione della ICSBG e la letteratura ha ampiamente messo in evidenza che l’ozonoterapia può ridurre notevolmente lo stato infiammatorio (quindi probabilmente anche della ICSBG). Gli effetti antinfiammatori dell’ozono hanno spinto diversi autori verso un suo utilizzo nei pazienti con sclerosi multipla, artrite reumatoide ed anche molte altre malattie. Analoghe considerazioni sono state fatte nei confronti del microbiota orale e intestinale, che possono indurre risposte infiammatorie aberranti. In particolare sono state evidenziate delle buone sinergie tra infiltrazioni locali sottocutanee di 12 μg/ml di ozono, insufflazioni rettali a 35 μg/ml di ozono e dieta anti-infiammatoria su molte patologie infiammatorie croniche. Insufflazioni rettali di ozono dieta antinfiammatoria possono migliorare la qualità della vita anche nei pazienti affetti da patologie infiammatorie intestinali (rettocolite ulcerosa, morbo di crohn, colon irritabile), oltre che in pazienti affetti da psoriasi, eczema atopico e asma bronchiale.